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venerdì 30 marzo 2012

Economia Politica: dal 1900 ad Oggi - 3° - dal 1950 al 1973

Gli argomenti trattati in questo video
Per progettare il futuro, oltre a comprendere il presente, si deve avere la conoscenza di ciò che sta a monte... il passato. In questa parte si analizza il periodo che permette all'Europa di realizzare quel Welfare così richiesto dai grandi partiti di massa: cattolici e socialisti, attraverso l'economia mista fra pubblico e privato, controllata  dai governi degli stati nazionali europei (non più potenze europee) con i cambi monetari fissi. L'obiettivo è la piena occupazione.
È il trionfo delle teorie keynesiane.

John Maynard Keynes
L'economia keynesiana è una scuola di pensiero economica basata sulle idee di John Maynard Keynes, economista britannico vissuto a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.
Keynes ha spostato l'attenzione dell'economia dalla produzione di beni alla domanda, osservando come in talune circostanze la domanda aggregata è insufficiente a garantire la piena occupazione. Di qui la necessità di un intervento pubblico di sostegno alla domanda, nella consapevolezza che altrimenti il prezzo da pagare è un'eccessiva disoccupazione e che nei periodi di crisi, quando la domanda diminuisce, è assai probabile che le reazioni degli operatori economici al calo della domanda producano le condizioni per ulteriori diminuzioni della domanda aggregata. Da qui la necessità di un intervento da parte dello Stato per incrementare la domanda globale, che a sua volta determina un aumento dei consumi, degli investimenti e dell'occupazione.
Questa teoria si oppone alle conclusioni della cosiddetta economia neoclassica, sostenitrice della capacità del mercato di riequilibrare domanda e offerta grazie alla legge di Say.
Un particolare aspetto di questa dottrina economica è il keynesismo militare che teorizza un aumento della produzione industriale a scopi militari come fattore di sviluppo economico.
I pilastri della teoria keynesiana sono:
- la preferenza per la liquidità; Nella teoria neoclassica, il tasso di interesse rappresenta il "premio per il risparmio", e questa variabile non viene presa in considerazione nella sua teoria monetaria, riconducibile alla teoria quantitativa della moneta di Irving Fisher. Nella teoria quantitativa, infatti, la moneta è vista solo nella sua funzione di "intermediario degli scambi". Il tasso di interesse è determinato nel cosiddetto mercato delle merci, ove vengono scambiati risparmio e investimento. Nella cosiddetta versione di Cambridge della teoria quantitativa della moneta, viene introdotto il movente "precauzionale" che soggiace alla preferenza per la liquidità: gli individui desidereranno mantenere moneta in forma liquida in maniera proporzionale rispetto alla propria ricchezza, per poter far fronte ad acquisti futuri. Questa versione della teoria quantitativa è detta versione in termini "di stock" (non "di flussi", come è invece per la teoria fisheriana), in quanto si riferisce alla quantità di moneta che gli individui intendono possedere in forma liquida in un determinato momento. Entra in gioco, quindi, la funzione della moneta di "riserva di valore".
Secondo Keynes, che tratta approfonditamente questo argomento nel capitolo 15 della sua Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, Gli incentivi psicologici e commerciali alla liquidità (ma lo introduce nel capitolo 13, La teoria generale del tasso di interesse), il tasso di interesse non è il "premio per il risparmio" o, in altri termini, "per l'astensione dal consumo abituale", ma, piuttosto, esso rappresenta il costo-opportunità di detenere la moneta in forma liquida (tesoreggiamento), piuttosto che utilizzarla per acquistare titoli, immobili o altre attività (finanziarie o reali) fruttifere. La scelta tra i due modi di conservare la ricchezza è, quindi, determinata dal livello del tasso di interesse. Alle motivazioni transattiva e precauzionale, Keynes aggiunge quella speculativa, volta a ottenere il massimo vantaggio dalla suddivisione della propria ricchezza tra liquidità e le varie attività finanziarie e reali disponibili sul mercato.
La preferenza per la liquidità aumenta al diminuire del tasso di interesse, secondo Keynes. Un abbassamento del tasso di interesse infatti, fa preferire la liquidità per due motivi: in primo luogo, si preferisce detenere moneta per approfittare di un possibile aumento del tasso in futuro; in secondo luogo, si preferisce detenere moneta per evitare le perdite patrimoniali derivanti dal fatto che quando il tasso di interesse aumenta, il valore dei titoli diminuisce. L'offerta di moneta è determinata endogeneamente: essa cioè non è determinata a discrezione del sistema bancario, ma si determina spontaneamente come risultato dell'equlibrio che si è creato nel mercato delle merci e in quelle del lavoro. Il tasso di interesse di equilibrio è quello che rende pari offerta e domanda di moneta.
- la legge della domanda effettiva; Il principio della domanda effettiva, in macroeconomia, consiste nell'assunzione che il livello della produzione, e quindi del reddito, è influenzato dal livello della domanda aggregata. Il principio può anche essere enunciato dicendo che le variazioni del reddito portano in equilibrio risparmio e investimento. La domanda effettiva è il punto nel quale il ricavo previsto da un dato livello di occupazione eguaglia il prezzo complessivo di offerta, ed è il livello al quale si attesterà la produzione.
Questo principio è alla base delle formulazioni teoriche di alcuni economisti. Il più conosciuto tra questi è John Maynard Keynes, che l'ha utilizzato nella sua Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta. In realtà, anche altri economisti prima di Keynes avevano teorizzato questo principio: tra essi vi sono Michał Kalecki, Thomas Robert Malthus e Karl Marx.
La teoria in questione afferma il contrario di quanto sostenuto da Jean-Baptiste Say e dalla sua celebre "legge", in base alla quale l'offerta genera una domanda di importo equivalente.
- il moltiplicatore keynesiano; In economia il moltiplicatore keynesiano è uno strumento fondamentale di analisi macroeconomica. Elaborato dall'economista inglese John Maynard Keynes, tale strumento permette di individuare l'effetto di un certo livello di consumo all'interno del sistema economico sul reddito finale del sistema stesso. Il moltiplicatore misura infatti la percentuale di incremento del reddito nazionale in rapporto all'incremento di una o più variabili macroeconomiche componenti la domanda aggregata: consumi, investimenti e spesa pubblica.
Diversamente, gli USA non hanno partiti di massa, ma agglomerati economici che si manifestano in centri di interesse, che danno vita al neo-liberismo, nemico delle barriere protezionistiche dello Stato Sociale europeo. Contemporaneamente, la centralità della richiesta mondiale di merci, il consumismo, che già aveva superato la produzione industriale come presupposto economico (favorendo la distribuzione ed il commercio di merci), fa sgretolare la solidità e la coscienza dei grandi movimenti di massa dell'Europa: le conquiste dei sindacati e delle organizzazioni dei lavoratori vengono vanificate da un'offerta di manodopera (asiatica, africana, sudamericana) a prezzi inferiori e senza assistenze sociali. La grande finanza mondiale, dal crollo del '29, riprende le redini del grande gioco globale dell'economia.

IL VIDEO:

Il video "Economia Politica: dal 1900 ad Oggi - 3° - L'età dell'Oro e lo Stato Sociale"


Roma, 1957, i rappresentanti dei 6 paesi fondatori della
Comunità Europea firmano il trattato di Roma:
Belgio, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi (l'Olanda), 
e Germania Ovest, (la RFT). E' il proseguimento delle
 intese che consentono lo sviluppo del Mercato Comune
Europeo (MEC) con la Comunità del Carbone e dell'Acciaio.
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Cartina geografica politica dell'Europa dal 1949, dopo la
   Seconda Guerra Mondiale, al 1989.
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Cartina geografica delle Organizzazioni Economiche nell'Economia Mondiale
   dal 1950 al 1989: OCDE, COMECON, MEC, ALALC, ODECA, Lega Araba,
  OUA, ASEAN.   Clicca sull'immagine per ingrandirla.

Cartina geografica politica dell'Europa, URSS (Unione delle Repubbliche
   Socialiste Sovietiche) e Asia dal 1948 al 1989.
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Cartina geografica della fomazione ed espansione in Europa
  del MEC, il Mercato Comune Europeo, dal 1951 al 1995.

Cartina geografica dell'Europa aderente al Patto di Varsavia (RDT sta per
  Repubblica Democratica Tedesca) e dell'Europa aderente alla NATO,
  il  Patto Atlantico (RFT sta per Repubblica Federale Tedesca).
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Cartina geografica politica degli Stati Uniti d'America, gli USA,
  (la parte continentale, escluse le Hawaii) con i nomi degli stati
federali. Clicca sull'immagine per ingrandirla.

Cartina geografica fisica del mondo. Clicca sull'immagine per ingrandirla.

Cartina geografica politica del 2012 del mondo, con le bandiere
delle nazioni sovrane. Clicca sull'immagine per ingrandirla.

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- 1° - dal 600.000 a.C. al 600 d.C.", clicca  QUI
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- 2° - dal 600 d.C. ad Oggi", clicca QUI

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