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| Gli argomenti trattati in questo video |
È da evidenziare il nuovo assetto economico del mondo occidentale, in cui le teorie keynesiane
subiscono un rapido declino.
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| John Maynard Keynes |
Keynes ha spostato l'attenzione
dell'economia dalla produzione di beni alla domanda, osservando come
in talune circostanze la domanda aggregata è insufficiente a
garantire la piena occupazione. Di qui la necessità di un intervento
pubblico di sostegno alla domanda, nella consapevolezza che
altrimenti il prezzo da pagare è un'eccessiva disoccupazione e che
nei periodi di crisi, quando la domanda diminuisce, è assai
probabile che le reazioni degli operatori economici al calo della
domanda producano le condizioni per ulteriori diminuzioni della
domanda aggregata. Da qui la necessità di un intervento da parte
dello Stato per incrementare la domanda globale, che a sua volta
determina un aumento dei consumi, degli investimenti e
dell'occupazione.
Questa teoria si oppone alle
conclusioni della cosiddetta economia neoclassica, sostenitrice della
capacità del mercato di riequilibrare domanda e offerta grazie alla
legge di Say.
Un particolare aspetto di questa
dottrina economica è il keynesismo militare che teorizza un aumento
della produzione industriale a scopi militari come fattore di
sviluppo economico.
I pilastri della teoria keynesiana
sono:
- la preferenza per la liquidità;
Nella teoria neoclassica, il tasso di interesse rappresenta il
"premio per il risparmio", e questa variabile non viene
presa in considerazione nella sua teoria monetaria, riconducibile
alla teoria quantitativa della moneta di Irving Fisher. Nella teoria
quantitativa, infatti, la moneta è vista solo nella sua funzione di
"intermediario degli scambi". Il tasso di interesse è
determinato nel cosiddetto mercato delle merci, ove vengono scambiati
risparmio e investimento. Nella cosiddetta versione di Cambridge
della teoria quantitativa della moneta, viene introdotto il movente
"precauzionale" che soggiace alla preferenza per la
liquidità: gli individui desidereranno mantenere moneta in forma
liquida in maniera proporzionale rispetto alla propria ricchezza, per
poter far fronte ad acquisti futuri. Questa versione della teoria
quantitativa è detta versione in termini "di stock" (non
"di flussi", come è invece per la teoria fisheriana), in
quanto si riferisce alla quantità di moneta che gli individui
intendono possedere in forma liquida in un determinato momento. Entra
in gioco, quindi, la funzione della moneta di "riserva di
valore".
Secondo Keynes, che tratta
approfonditamente questo argomento nel capitolo 15 della sua Teoria
generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, Gli
incentivi psicologici e commerciali alla liquidità (ma lo introduce
nel capitolo 13, La teoria generale del tasso di interesse), il tasso
di interesse non è il "premio per il risparmio" o, in
altri termini, "per l'astensione dal consumo abituale", ma,
piuttosto, esso rappresenta il costo-opportunità di detenere la
moneta in forma liquida (tesoreggiamento), piuttosto che utilizzarla
per acquistare titoli, immobili o altre attività (finanziarie o
reali) fruttifere. La scelta tra i due modi di conservare la
ricchezza è, quindi, determinata dal livello del tasso di interesse.
Alle motivazioni transattiva e precauzionale, Keynes aggiunge quella
speculativa, volta a ottenere il massimo vantaggio dalla suddivisione
della propria ricchezza tra liquidità e le varie attività
finanziarie e reali disponibili sul mercato.
La preferenza per la liquidità aumenta
al diminuire del tasso di interesse, secondo Keynes. Un abbassamento
del tasso di interesse infatti, fa preferire la liquidità per due
motivi: in primo luogo, si preferisce detenere moneta per
approfittare di un possibile aumento del tasso in futuro; in secondo
luogo, si preferisce detenere moneta per evitare le perdite
patrimoniali derivanti dal fatto che quando il tasso di interesse
aumenta, il valore dei titoli diminuisce. L'offerta di moneta è
determinata endogeneamente: essa cioè non è determinata a
discrezione del sistema bancario, ma si determina spontaneamente come
risultato dell'equlibrio che si è creato nel mercato delle merci e
in quelle del lavoro. Il tasso di interesse di equilibrio è quello
che rende pari offerta e domanda di moneta.
- la legge della domanda effettiva; Il
principio della domanda effettiva, in macroeconomia, consiste
nell'assunzione che il livello della produzione, e quindi del
reddito, è influenzato dal livello della domanda aggregata. Il
principio può anche essere enunciato dicendo che le variazioni del
reddito portano in equilibrio risparmio e investimento. La domanda
effettiva è il punto nel quale il ricavo previsto da un dato livello
di occupazione eguaglia il prezzo complessivo di offerta, ed è il
livello al quale si attesterà la produzione.
Questo principio è alla base delle
formulazioni teoriche di alcuni economisti. Il più conosciuto tra
questi è John Maynard Keynes, che l'ha utilizzato nella sua Teoria
generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta. In realtà,
anche altri economisti prima di Keynes avevano teorizzato questo
principio: tra essi vi sono Michał Kalecki, Thomas Robert Malthus e
Karl Marx.
La teoria in questione afferma il
contrario di quanto sostenuto da Jean-Baptiste Say e dalla sua
celebre "legge", in base alla quale l'offerta genera una
domanda di importo equivalente.
- il moltiplicatore keynesiano; In
economia il moltiplicatore keynesiano è uno strumento fondamentale
di analisi macroeconomica. Elaborato dall'economista inglese John
Maynard Keynes, tale strumento permette di individuare l'effetto di
un certo livello di consumo all'interno del sistema economico sul
reddito finale del sistema stesso. Il moltiplicatore misura infatti
la percentuale di incremento del reddito nazionale in rapporto
all'incremento di una o più variabili macroeconomiche componenti la
domanda aggregata: consumi, investimenti e spesa pubblica.Le accuse alla dottrina keynesiana di aver provocato stagflazione, rivolte dagli economisti monetaristi (convinti, sulla base dell'equazione di Fisher, che fosse il volume di moneta a determinare i prezzi) e neoclassici (tra cui il più influente fu Milton Friedman), impone il nuovo modello liberista di Milton Friedman.
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| Milton Friedman |
I suoi maggiori contributi alla teoria
economica riguardano gli studi
- sulla teoria quantitativa della
moneta,
- sulla teoria del consumo,
- sull'elaborazione del concetto di
tasso naturale di disoccupazione
- e sul ruolo e l'inefficacia della
curva di Phillips nel lungo periodo.
Secondo Friedman, l'inflazione è
solo un fenomeno monetario e non è utile nel lungo periodo per
ridurre la disoccupazione. La sua regola di politica monetaria,
incentrata nel conseguimento del controllo della crescita della massa
monetaria, è stata utilizzata dalla Federal Reserve negli Stati
Uniti ed anche dalla Banca centrale europea (BCE).
Autore di molti libri tra i quali
menzioniamo “Capitalismo e libertà”, “Liberi di scegliere” e
“Due persone fortunate”, Friedman si dimostra un ottimo
divulgatore ed uno dei più insigni rappresentanti del pensiero
liberista in economia del nostro tempo.
Le sue teorie hanno esercitato una
forte influenza sulle scelte del governo britannico di Margaret
Thatcher e di quello statunitense di Ronald Reagan, degli anni
ottanta. Le sue idee sono ancora oggi oggetto di accesi dibattiti: ad
esempio, rigettò la stakeholder view e la responsabilità sociale
d'impresa, sul piano economico ed etico, sostenendo che i manager
sono agenti per conto terzi e dipendenti dei proprietari-azionisti, e
che devono agire nell'interesse esclusivo di questi ultimi
(utilizzare il denaro degli azionisti per risolvere problemi sociali,
significa fare della beneficenza con i soldi degli altri, senza
averne il permesso e tassarli senza dare un corrispondente servizio,
violando il principio del «no taxation without representation»).
Sono stati oggetto di controversia i
suoi rapporti con il regime dittatoriale di Augusto Pinochet in Cile.
Pinochet intraprese una serie di riforme economiche di stampo
liberista che seguivano gli orientamenti di Friedman. Diversi
economisti suoi allievi consigliarono il generale nell'attuazione di
queste riforme, e lo stesso Friedman nel 1975 indirizzò a Pinochet
una lettera raccomandandogli un programma economico conforme alle
proprie teorie.
Per questa sua collaborazione con
Pinochet, Milton Friedman è stato spesso attaccato, come avvenuto
svariate volte anche a José Piñera, altro economista liberista
autore della riforma delle pensioni in Cile.
Il 17 ottobre 1988 è stato insignito
della Medaglia presidenziale della libertà, la prestigiosa
onorificenza statunitense, dal Presidente Ronald Reagan, convinto
seguace neoliberista.
Nel 2005, Milton Friedman è stato il
primo firmatario di un appello sottoscritto da oltre 500 economisti
statunitensi per denunciare gli enormi costi (7,7 miliardi di dollari
all'anno) del proibizionismo sulla marijuana. Considerava questa
legge un sussidio virtuale del governo al crimine organizzato.
È morto per infarto cardiaco il 16
novembre 2006 a San Francisco all'età di 94 anni.
L'economia, quindi, passa da un sistema misto, pubblico e privato, ad un territorio di caccia della privatizzazione, collusione, criminalità organizzata, corruzione, e speculazione. Con Tangentopoli, quindi, lo scenario viene veramente resettato?
IL VIDEO:
Il video "Economia Politica: dal 1900 ad Oggi - 5°
- L'intreccio politico-economico in Italia dal 1960 al 1990"
- L'intreccio politico-economico in Italia dal 1960 al 1990"
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| Cartina dell'Impero Romano da Ottaviano Augusto, Tiberio, Claudio, Vespasiano e Domiziano fino a Traiano, che nel 117 d.C. lo portò alla sua massima estensione. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina dell'Impero Romano ripartito in 4 aree da Diocleziano, imperatore dal 293 al 303: la Tetrarchia, retta da 2 Augusti e 2 Cesari. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina dell'Europa nell'anno 800: a Roma, Carlo Magno viene incoronato, dal Papa, Imperatore del Sacro Romano Impero. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina dell'Italia intorno al 1000. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina dell'Italia nel Rinascimento, nel 1559. In epoca rinascimentale, era divisa fra vari poteri. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Bandiera della Repubblica Cispadana, con stemma di faretra a 4 freccie. |
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| Bandiera della Repubblica Cispadana: lo stemma di faretra a 4 freccie. |
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| Costituzione della Repubblica Cispadana Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Costituzione della Repubblica Cispadana Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Costituzione della Repubblica Cispadana Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina del Regno d'Italia e delle colonie italiane in Africa fino al 1941. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina politica dell'Italia Repubblicana, dal 1948 ad oggi, divisa nelle Regioni, come previsto dalla Costituzione, in vigore dal 1° Gennaio 1948. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina fisica dell'Italia. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina delle lingue e dialetti nell'Italia del Nord e nell'Italia Centrale. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina delle lingue e dialetti nell'Italia Meridionale, in Sicilia e Sardegna. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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| Cartina delle lingue e dialetti di derivazione latina, parlati in Italia, Francia, Belgio, parte della Svizzera, Spagna e Portogallo. Mancano Romania e Moldavia. Clicca sull'immagine per ingrandirla. |
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